Unità 957

Cos’è la direttiva NIS?

La digitalizzazione costante ha reso la cybersecurity un argomento di primo ordine quando si parla di aziende e dei vari settori d’interesse.

Proteggersi da attacchi che possono causare perdite di dati sensibili, danni ai sistemi informatici o interruzioni di servizio è fondamentale ed è per questo motivo che nasce la Direttiva NIS (Network and Information Security), adottata dall’Unione Europea nel 2016 e utilizzata in Italia dal 2018 grazie al Decreto Legislativo del 18 maggio 2018 che stabilisce i requisiti minimi inerenti alla sicurezza delle reti e dei sistemi informativi all’interno dell’UE.

A chi fa riferimento questa direttiva e su quali capisaldi si basa? I protagonisti principali sono due: gli operatori di servizi essenziali (OSE) che sono soggetti pubblici o privati la cui interruzione di servizio potrebbe avere conseguenze su società o ambiente (energia, trasporti, sanità, acqua potabile, ecc.), mentre gli altri sono i fornitori di servizi digitali (DSP) che si basano sulle nuove tecnologie (internet, cloud computing) e possono essere inerenti agli acquisti online o all’home banking.

I punti fondamentali della direttiva NIS sono: prevenzione, rilevamento e mitigazione degli attacchi informatici, invece gli obblighi richiesti a fornitori e operatori sono la progettazione di misure tecniche e la prevenzione dei rischi informatici, continuando a garantire i servizi e tenendo conto anche del supporto delle autorità competenti.

I limiti della direttiva Nis e la creazione della direttiva NIS 2

Il mondo va avanti e i canoni della cybersecurity cambiano velocemente, rinnovandosi giorno dopo giorno, per questo motivo si è reso necessario aggiornare anche la direttiva NIS con la creazione della direttiva NIS 2 che prevede un rafforzamento della cybersecurity a livello comunitario, la creazione di una rete europea unificata sotto il nome di EU-CyCLONe impegnata a combattere i cyberattacchi su larga scala e la creazione di un database condiviso da parte dell’ENISA (Agenzia Europea per la Cyber Security) con tutte le vulnerabilità informatiche note.

Tra i requisiti specifici della direttiva NIS 2, entrata in vigore il 27 luglio 2020, è possibile trovare identificazione, valutazione e gestione dei rischi, controlli di sicurezza, gestione degli incidenti con riduzione di rischi per la privacy, la cooperazione, l’informazione e la formazione

Anche la NIS 2 non è esente da limiti e falle, in quanto gli ampliamenti e le migliorie sono state applicate principalmente per le medie e grandi imprese, lasciando indietro le piccole realtà che sono terreno fertile per gli hacker i quali, non potendo aggirare i big players, provano a scardinare la supply chain partendo dalle piccole entità non protette ad hoc.

Nonostante questo, la direttiva NIS 2 segna un vero e proprio rafforzamento per la cybersecurity europea.